Per un moderno Umanesimo Neuroscientifico e Laico

 

Nuove sinapsi per il nuovo millennio

 Neuroni, i nostri vascelli vagabondi  (tecnica mista . F. Sticchi)

La nostra piccola fondazione si propone lo scopo di essere un centro per l’Arte e le Neuroscienze e un luogo di incontro e di dialogo interculturale per le giovani generazioni, per costituire un laboratorio di sperimentazione e di ibridazione di nuovi linguaggi espressivi artistici, soprattutto della creatività salentina.

Si propone inoltre di veicolare un’educazione estetica attraverso l’arte in un nuovo rapporto ARTE-CERVELLO che stimoli l’interesse per la conoscenza del funzionamento della mente umana e della sua dinamica relazione con il corpo e l’ambiente, sviluppando il tema del perché il cervello umano è stimolato dall'arte; sapendo che l’arte è una delle possibilità che abbiamo di rompere l’isolamento e il conformismo.

Arte per i nostri gradi di libertà

Creato: Domenica, 11 Giugno 2017

Picasso ha detto: l'arte è una bugia che insegna a vedere la realtà. Così noi, aiutati dall'arte, possiamo decifrare meglio la realtà del mondo che percepiamo con la visione. E questo perché noi esseri umani siamo anche riflessivi, cioè l'uomo prende posizione rispetto a se stesso, e lo fa con pratiche riflessive come la religione, la filosofia e l'arte.

E come ha spiegato George W. BERTRAM, filosofo dell'arte all'Università di Berlino e che ha pubblicato di recente il libro "L'ARTE COME PRASSI UMANA", possiamo considerare l'arte come una PRASSI RIFLESSIVA. Già Kant considerava l'arte come riflessione della facoltà cognitiva umana in quanto l'arte, e la bellezza in generale, è un mezzo per riflettere la specifica posizione dell'essere umano nel mondo.

Così pure Hegel concepisce l'arte come strumento che VIVIFICA i nostri orientamenti essenziali, ANIMANDOLI, sempre nel contesto storico-culturale della nostra vita.

Quindi l'arte, riassumendo G. BERTRAM, attraverso l'uso di oggetti e rappresentazioni, interagisce con i suoi fornitori in un rapporto dinamico e di libero gioco, portandoci ad un atto riflessivo su noi stessi attraverso l'interazione fisica, percettiva, emozionale e simbolica che noi abbiamo quando ci poniamo di fronte all'arte nelle sue varie forme di pittura, teatro, letteratura, poesia, musica; in modo da portare la prassi estetica nella quotidianità della vita reale.

L'arte però è una pratica priva di garanzie e nello stesso tempo ha un carattere incerto perché può fallire nel suo intento o dissolversi, ma proprio per questo carattere essa è MODERNA in quanto si orienta al nuovo, all'avanguardia, perché cerca di decifrare la realtà futura partendo dal proprio contesto storico-culturale. Ma noi umani abbiamo insito in noi il " CREARE " e fare arte, cioè abbiamo la capacità di PENSARE  SIMBOLICAMENTE e abbiamo bisogno di dotare il mondo di un significato e di un senso. E il processo di simbolizzazione, tipicamente umano, mantiene i suoi legami corporei con l'arte, sia perché la produciamo con il corpo, sia perché il corpo è lo strumento di ricezione. E in effetti tutte le forme d'arte sono CORPO  IN  AZIONE,  in quanto il nostro cervello ci predispone all'azione, anche se essa è simbolica.

Tutto ciò ci porta, come dice BERTRAM, ad avere una PRASSI DI LIBERTA', grazie agli impulsi critici che l'arte ci offre sul pensiero in quanto la riflessione e lo studio dell'arte possono accrescere i nostri GRADI DI LIBERTA', usando la percezione dei sensi e soprattutto con la visione ricca di cultura. E oggi è importante saper mantenere  il nostro cervello con i suoi gradi di libertà contro i pericoli della barbarie in tutte le sue forme, in quanto solo la cultura ci fornisce la libertà di essere diversi, rendendosi unici, seppur geneticamente simili.

Bibliografia:

George W. BERTRAM = L'arte come prassi umana, 2017 Raffaello Cortina Ed.

Lamberto MAFFEI = La libertà di essere diversi, 2011 il Mulino Ed. 

 

sotto = Sognando l'oltremare, tecnica mista 68x128 di F. Sticchi

 

Fernando Spano

Creato: Mercoledì, 17 Maggio 2017


Presentiamo alla prima mostra l'artista Fernando Spano (curriculum su catalogo, sezione artisti).

Dal 1987 avvia la sua carriera artistica aderendo a numerose mostre collettive e organizza personali presso gallerie e spazi espositivi a Lecce, Milano, Padova, Bari, Verona, Roma e museo di Novoli.

Nel suo percorso di ricerca ha studiato i maestri dell'arte contemporanea come Picasso, Pollock, Fontana, Beuys, svelando attraverso i loro ritratti, la loro interiorità ed il loro modernismo mentale e stabilendo con questi artisti come un rapporto simbiotico e sinaptico con la loro mente, la loro creatività.

La sperimentazione si è affiancata sempre a nuove tecniche sperimentali di materiali e assemblaggi, compresa la fotografia rivisitata e corretta, portando così ad un inganno della visione con la manipolazione pittorica in un gioco continuo tra visione reale e sguardo dell'artista; stimolando sempre il coinvolgimento percettivo ed emotivo dello spettatore con il suo lavoro d'immaginazione, portandolo ad una dimensione esistenziale, come nei lavori "Sinapsi", dove indaga i legami della dimensione spirituale del segno.

Dopo ulteriori sperimentazioni arriva a questa produzione dove il tema principale sembra essere quello della "distruzione", come i velivoli carichi di moniti di guerra o i monumenti rimasti come vestigia o distrutti. Questo ci fa riflettere sulla nostra civiltà e quanto noi dobbiamo al passato e alla nostra memoria. E sebbene ci possano dare un'immagine di incertezza sul futuro o un senso di sospensione, devono invece essere progenitrici di una nuova rinascita; e Spano, rievocando l'idea della bellezza perduta, si fa cantore della memoria dell'umanità e del suo recupero.

 

 

Siamo esseri visivi

Creato: Sabato, 06 Maggio 2017

Si apprende a leggere e a scrivere, mai a guardare (Peter Greenaway).

Già nel 1942, Herbert READ nel suo libro "Education throught art" parla della necessità di una nuova educazione attraverso l'arte per risorgere dalla barbarie; e pone l'accento su una educazione estetica come educazione dei sensi, fondamentali per la coscienza, l'intelligenza ed il giudizio. Per questo fondamentale è il contributo degli studiosi della GESTALT (psicologia della forma), per cui VEDERE è PENSARE.

 

Pertanto dice READ: " intento dell'educazione, come dell'arte, dovrebbe essere di conservare la totalità organica dell'uomo e delle facoltà mentali, per conservare l'unità della coscienza che è la sola sorgente dell'ARMONIA SOCIALE e della felicità individuale.

Poi nel 1969, lo studioso Rudolf ARNHEIM, applicando le teorie della psicologia gestaltica all'arte, scrive due libri - "Arte e percezione visiva" e " Verso una psicologia dell'arte" - dove ribadisce il concetto che la percezione visiva è una forma di conoscenza ed è alla base della cognizione umana e l'arte è importante per lo sviluppo del pensiero. Infatti nell'immagine c'è un quid che supera il dato discorsivo e verbale e che non può essere ricondotto alla parola o alla scrittura, è cioè un sapere intuitivo.  Sappiamo che il nostro cervello lavora fondamentalmente per immagini e soprattutto la MEMORIA è fatta di immagini che manipola, archivia e poi le riutilizza. Pensiamo per immagini mentali, e come dice lo psicologo cognitivo KOSSLYN, " le immagini mentali hanno un carattere simile a figurazioni visive, ma non sono vere figure, esse sono gli abitanti per eccellenza della mente umana: il pensiero è stato equiparato a sequenze di immagini mentali, fantasmi dentro la macchina della mente".

Sono immagini costruite in assenza di una percezione reale, simili ma non identiche. Sono il meccanismo mentale che ci permette di SIMULARE la realtà e di comprenderla attraverso la sua ricostruzione e manipolazione visiva all'interno della nostra mente.  Lo stesso Albert EINSTEIN affermava di aver utilizzato immagini mentali per formulare le sue teorie.

IMMAGINARE (imagery) significa simulare in modo INCARNATO (embodied). Nella mente l'azione e la simulazione mentale della medesima cosa provocano la stessa attività neurale. L'imagery, simulazione per eccellenza, trova conferma nella Risonanza Magnetica Funzionale, in quanto gli stessi neuroni si attivano sia immaginando sia facendo un'azione, e ciò ci fa capire.  Quindi VEDERE-PENSARE-APPRENDERE,  e l'arte ci aiuta a migliorare l'intelligenza sociale dell'uomo che è soprattutto frutto di un accesso diretto al mondo dell'altro. Tutte le azioni,intenzioni, imitazioni, sensazioni, gesti, emozioni e parole, traggono il proprio senso condiviso nel corpo in azione grazie ai Neuroni Specchio; cioè un meccanismo neurale che mappa direttamente l'osservazione delle azioni altrui sulla rappresentazione motoria delle stesse azioni nel cervello dell'osservatore.

Nel momento in cui cerchiamo di comprendere il comportamento altrui, il nostro encefalo ricrea modelli del comportamento dell'altro così come crea i modelli del nostro comportamento, consentendoci non solo di comprendere, ma anche di predire le conseguenze dell'agire altrui come fosse il nostro stesso agire. Tutti i livelli d'interazione interpersonale richiedono quindi la SIMULAZIONE INCARNATA, il cervello cioè in maniera involontaria e pre-riflessiva, simula un evento o azione per poterlo controllare, inibire o compiere.

 

Letture consigliate e Bibliografia

1- Eric R. KANDEL ; L'età dell'inconscio-arte, mente e cervello dalla grande Vienna ai nostri giorni - R. Cortina ed. 2012

2- Steven PINKER; Come funziona la mente - Castelvecchi ed. 1997

3- Semir ZEKI; La visione dall'interno - Bollati Boringhieri ed. 2003

4- Vilayanur RAMACHANDRAN;  Che cosa sappiamo della mente - Mondadori 2004

5- Richard GREGORY; Occhio e cervello, la psicologia del vedere - R.Cortina ed. 1998

6- Giacomo RIZZOLATTI, Corrado SENIGAGLIA; So quel che fai - R.Cortina ed. 2006

7- Ray KURZWEIL; Come creare una mente - Apogeo ed. 2013

8- Fausto CARUANA, Anna BORGHI; Il cervello in azione - Mulino ed. 2016

9- Ugo MORELLI; Mente e bellezza - Allemandi ed.2010

10- Gregory  HICKOK; Il mito dei neuroni specchio - Bollati Boringhieri ed. 2015

 

Per le serate con l'Arte e le Neuroscienze

Creato: Mercoledì, 03 Maggio 2017

Locandina

 

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